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L’eventuale errore dei sanitari nella prestazione delle cure alla vittima di un incidente stradale non può ri tenersi causa autonoma e indipendente, tale da interrompere il nesso causale tra il comportamento di colui che ha causato l’incidente e la successiva morte del ferito: ciò in quanto l’errore medico non costituisce un accadimento al di fuori di ogni immaginazione, a maggior ragione nel caso in cui l’aggravamento della situazione clinica del ferito e la necessità di interventi chirurgici complessi risultino preventivabili in ragione della gravità delle lesioni determinate dall’incidente stradale. Piuttosto, l’interruzione del nesso causale tra condotta ed evento può configurarsi solo quando la causa sopravvenuta innesca un rischio nuovo e del tutto eccentrico rispetto a quello originario attivato dalla prima condotta, ma ciò non può affermarsi quando – come nella specie, caratterizzata da gravi lesioni subite dalla vittima dell’incidente stradale – l’eventuale comportamento negligente di un terzo soggetto trovi la sua origine e spiegazione nella condotta colposa altrui.

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